Gianni Maroccolo … quando la vita è musica!

Oggi 10 luglio uno dei personaggi simbolo della scena rock ed indipendente in Italia “Gianni Maroccolo”, pubblica due album : “Alone IV “, capitolo che chiude un viaggio immaginario ed introspettivo iniziato nel 2018 in collaborazione con tanti artisti e “Noio; volevam suonar” progetto discografico nato in collaborazione con la voce più irriverente ed icona del rock Italiano deli anni 90′, reincarnatosi da qualche anno in songwriter strampalato, “Stefano Edda Rampoldi”.

  • Buongiorno Gianni, ti ringrazio per l’intervista concessa, partiamo da “Alone” che amo definire un viaggio visionario, un concept meraviglioso. Come è nato il progetto che ha visto al tuo fianco tantissimi artisti in questi ultimi due anni ?

Grazie ! Alone credo sia il risultato del processo naturale della vita. Da pischello studiavo da autodidatta e sognavo di diventare un musicista, ma non per mestiere, diciamo pure per diletto, per pura passione. In realtà mi ero prefigurato una vita in mare sulle navi mercantili in giro per il mondo. Poi la musica mi ha “scelto” e senza che me ne rendessi conto, ho iniziato a studiare più seriamente al Conservatorio…. Musica elettronica e Fonologia, un pò di contrabbasso … e da privatista armonia e percussioni. Ero affascinato dalla composizione e dall’arrangiamento, sia sonoro che musicale, e non particolarmente allo strumento. Nel frattempo suonavo ogni tanto con dei gruppi fino a quando fondammo i “Litfiba”. Da quel momento ho dovuto cambiare il mio approccio alla musica e concentrarmi più su quello tipico del “fare musica di insieme”. L’esperienza di gruppo in qualsiasi genere musicale prevede infatti di mettersi al servizio del progetto, a fare dei passi indietro e a ricercare una sintesi che abbia una sua ragion d’essere forte. Dopo anni vissuti a fare musica di insieme e a produrre gruppi, mi sono ritrovato a 50 anni a non avere più un progetto di gruppo, ad essere per l’appunto “alone”. Inutile sfidare la sorte e fondare un ’altra band che difficilmente avrebbe lasciato il “segno” come i “Litfiba” e i “Csi” e quindi, sono ripartito da dove avevo interrotto il mio percorso negli anni 80 e ho cercato di inventarmi una mia dimensione “solitaria”. Quando mi sono sentito “pronto” ho proposto alla Contempo Records di condividere insieme l’ idea del disco perpetuo e della collana seriale e siamo partiti subito. Alone celebra nelle mie intenzioni, il flusso creativo originario; non mediato, non arrangiato, non prodotto. Lo fotografa in tempo reale per poi condividerlo alle manipolazioni e ai camei di amici, artisti e colleghi che altrettanto liberamente decidono di collaborare al progetto. L’ arte dell’ incontro è una delle parti essenziali di “alone”.

  • In un periodo drammatico ed eccezionale per tutti noi sei riuscito a comporre non solo “Alone”, in collaborazione con “Stefano Edda Rampoldi” hai composto e suonato l’album “Noio; volevam suonar” da cosa avete preso ispirazione ? Mi parli del tuo rapporto con “Edda” ?

Abbiamo preso ispirazione dal bellissimo rapporto di amicizia, affetto e stima che sta nascendo tra noi. Stefano è un’Artista pazzesco, unico. Stavamo collaborando alla cover di Sognando per alone IV quando, visto che da tempo ne parlavamo, mi è venuto spontaneo chiedergli, “ma perchè non lo facciamo ora” ? Nel nostro caso, note, suoni e parole, la conseguenza naturale di un rapporto profondo a livello umano e spirituale. Abbiamo creato ciò che ci veniva senza parlare mai di musica, di arrangiamenti, di testi…naturalmente. Una Meraviglia!

  • Nel corso del tuo percorso artistico hai avuto il pregio di essere “trasformista”, hai suonato generi svariati ed hai avuto un ruolo fondamentale sin dagli anni 80′, mettendoti in gioco non solo come musicista ma anche come produttore per gruppi che hanno scritto una pagina importante per il rock Italiano, cito alcuni nomi “Timoria” per i quali sei stato produttore, “Marlene Kuntz” con il quale hai suonato, quale ricordo hai di queste esperienze ?

Tutto il mio passato è ciò che mi permette di vivere il presente, il qui è ora. Non mi ritengo un trasformista, ma un musicista a tutto tondo che è sempre stato (ed è) curioso di sperimentare e di imparare. Di crescere sia umanamente che musicalmente. Ogni progetto, ogni incontro è una parte di me. Della mia vita.

  • “Giovanni Lindo Ferretti” artista con cui hai condiviso una pagina importante della musica italiana, in una recente intervista ha dichiarato: “La musica fatta in streaming è una cosa orribile”, qual ‘ è il tuo pensiero a tal riguardo ?

La musica se non è “in circolo” ha poco senso. Credo sia fondamentale comprendere mutazioni e cambiamenti e il presente in cui viviamo. Certo, ogni cambiamento si porta dietro del negativo, ma al tempo stesso altrettante opportunità di crescita. Insomma, a me non interessa in quale modo la musica circoli, l’ importante è che continui a rimanere presente nelle nostre vite. Che poi la si ascolti in streaming, in un teatro o su un computer poco importa. Va da sè che da vecchio rocker quale sono io preferisca suonare dal vivo con la gente davanti, ma non pretendo che tutti la pensino come me.

  • In questo momento quanto è difficile vivere di musica, considerando che il periodo che stiamo vivendo sta mettendo in ginocchio tutto il sistema legato agli spettacoli live ?

Per me è sempre stato difficile vivere di musica. Lo è ancora e lo sarà in futuro. L’ avevo messo in conto sin dall’ inizio. Ma continuo a pensare che chi riesce anche solo a sopravvivere di musica sia cmq un privilegiato. Ho attraversato crisi e cambiamenti di ogni genere e tipo, e tutte le volte intorno a me panico e terrore, ma sinceramente, non ho mai avuto paura del futuro. Così come non ho mai desiderato “dipendere” da qualcuno o qualcosa. Anche questa volta si andrà avanti, certo con difficoltà, ma supereremo anche questo periodaccio tirandoci su le maniche come facciamo da sempre.

  • Rivivendo tutti i momenti della tua carriera, ci sono esperienze che rifaresti ed altre che non vorresti aver fatto ?

Non saprei, mi ritengo fortunato e per quanto riguarda la mia vita musicale forse rifarei tutto. Anche e soprattutto ciò che avrei potuto fare meglio. Ciò che non rifarei è di mettere la musica davanti a tutto. Ho trascurato affetti e amicizie e tornassi indietro, questo non lo rifarei davvero. Per fortuna che invecchiando sono arrivato a comprenderlo e a recuperare il tempo perduto.

  • Quali sono ai tuoi desideri futuri legati alla musica ? C’è un artista con cui ti piacerebbe collaborare ?

Non ho desideri particolari. Mi piacerebbe suonare e comporre musica fino all’ ultimo respiro, ma chissà se ce la farò. Da tempo coltivo l’ idea di fare qualcosa con Vinicio Capossela … sperem.

  • La cucina è ancora una tua passione ?

Certo che si ! Ogni tanto continuo a cucinare anche se farlo a casa per me è un pò un delirio, perchè sono abituato alle cucine dei ristoranti e quindi sporco dappertutto, ma me la cavo ancora.

Io ringrazio Gianni Maroccolo, con la voglia di essere il 12/09/2020 a Firenze dove verrà presentato “Alone” in versione live.

Francesco Recchia

3 pensieri su “Gianni Maroccolo … quando la vita è musica!

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